
Rhabdomantie
Christian Theiss
Haus der Kunst, Palermo
26 04 - 09 05 2026
Opening 24 04, h 18











Foto © Maria Tindara Azzaro
Foto © Maria Tindara Azzaro
Foto © Maria Tindara Azzaro
Foto © Maria Tindara Azzaro
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Rhabdomantie è il titolo della mostra che presenta le opere realizzate da Christian Theiss (Meerbusch, 1988) durante la sua residenza artistica a Palermo, nei mesi di marzo e aprile. I lavori nascono da un
processo di ricerca e di rinvenimento di oggetti come esito di un’attenta pratica di osservazione e raccolta. Theiss percorre le strade della città siciliana e il suo caos di rifiuti e cose abbandonate, recuperando oggetti e materiali differenti. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di elementi segnati dall’obsolescenza, tracce tangibili della condizione postcapitalista che caratterizza il presente. Il suo approccio richiama quello di un archeologo, ma, immerso in un mondo attraversato da trasformazioni quasi alchemiche, l’artista tedesco seleziona oggetti che hanno già perso la loro funzione e il loro valore d’uso, che reagiscono al suo sguardo come l’arco rabdomantico in prossimità di una sorgente nascosta. In questi materiali dismessi, Theiss riconosce una carica poetica latente ma mutila, che si attiva solo nella possibilità di attribuirgli un nuovo contesto all’interno di composizioni costruite sull’accostamento improvviso e solo apparentemente incongruo di elementi eterogenei: incontri fortuiti, come quello “di un ombrello e una macchina da cucire su un tavolo operatorio”, ne I Canti di Maldoror di Isidore Ducasse. Questi accostamenti sembrano tendere più a una memoria iconografica e simbolica degli oggetti che al loro uso effettivo: confezioni di plastica che si ergono come capitelli su sagome di colonne, calchi di parti del corpo, quello dell’artista, che si innestano su oggetti, riattivando suggestioni mitiche e arcaiche, come centauri e satiri in un tempo e in uno spazio ucronici, di cui il gesto creativo traccia mappe intuitive, divenendone strumento di orientamento. È un metodo che l’artista ha affinato nella sua estesa pratica del collage su carta, spesso di piccolo formato, in cui brani e frammenti di immagini dalle origini ormai indecifrabili trovano una nuova composizione formale e un nuovo senso. Un processo che, reso plastico, spinge l’object trouvé verso una progressiva dematerializzazione, consentendone l’integrazione in una composizione autonoma, fondata su un attento equilibrio tra le parti entro lo spazio rigorosamente definito dell’esposizione, dove emergono configurazioni visive in cui memoria e materia si intrecciano in un equilibrio instabile tra artefatto e forma.
Giorni e orari di apertura
gio ven sab > 16 - 19
e su appuntamento
Die Ausstellung Rahbdomantie präsentiert die Werke, die Christian Theiss (Meerbusch, 1988) während seiner Residenz in Palermo in den Monaten März und April 2026 realisiert hat. Die Arbeiten entstehen aus einem Prozess der Recherche und des Auffindens von Objekten als Ergebnis einer sorgfältigen Praxis des Beobachtens und Sammelns. Theiss durchstreift die Straßen der sizilianischen Stadt und ihr Chaos aus Überresten und zurückgelassenen Dingen, wobei er heterogene Objekte und Materialien sammelt. In den meisten Fällen handelt es sich um Elemente, die von Obsoleszenz geprägt sind, greifbare Spuren eines postkapitalistischen Zustands, der die Gegenwart kennzeichnet. Sein Ansatz erinnert an den eines Archäologen jedoch eingebettet in eine Welt, die von nahezu alchemistischen Transformationen durchzogen ist. Der deutsche Künstler wählt Objekte aus, die ihre Funktion und ihren Gebrauchswert bereits verloren haben, die jedoch auf seinen Blick reagieren wie die Wünschelrute in der Nähe einer verborgenen Quelle. In diesen ausrangierten Materialien erkennt Theiss eine latente, aber verstümmelte poetische Kraft, die sich erst durch die Möglichkeit aktiviert, ihnen einen neuen Kontext innerhalb von Kompositionen zuzuweisen. Diese basieren auf der unvermittelten und nur scheinbar unpassenden Gegenüberstellung heterogener Elemente: zufällige Begegnungen, wie jene „eines Regenschirms und einer Nähmaschine auf einem Seziertisch“ in Isidore Ducasses Die Gesänge des Maldoror. Diese Zusammenstellungen scheinen sich weniger auf die funktionale als auf eine ikonografische und symbolische Erinnerung der Dinge zu beziehen: Plastikverpackungen erheben sich wie Kapitelle auf Säulensilhouetten, Abgüsse von Körperteilen – des Künstlers selbst – verschmelzen mit Objekten und rufen mythische und archaische Anspielungen hervor, wie Zentauren und Satyrn in einer uchronischen Zeit und einem ebensolchen Raum, in dem die kreative Geste intuitive Karten zeichnet und so zum Orientierungsinstrument wird. Es ist eine Methode, die der Künstler in seiner umfassenden Praxis der Collage auf Papier verfeinert hat, oft im kleinen Format, in der Bildfragmente von inzwischen unentzifferbarer Herkunft eine neue formale Komposition und einen neuen Sinn finden. Ein Prozess, der – ins Plastische übertragen – das Object trouvé zu einer fortschreitenden Dematerialisierung drängt und dessen Integration in eine autonome Komposition ermöglicht. Diese gründet auf einem sorgfältigen Gleichgewicht der Teile innerhalb des streng definierten Ausstellungsraums, wo visuelle Konfigurationen entstehen, in denen sich Erinnerung und Materie in einer instabilen Balance zwischen Artefakt und Form verweben.
Öffnungszeiten
Do Fr Sa > 16 - 19
und nach Vereinbarung
Verein Düsseldorf – Palermo e.V.
Sittarder Straße 5
Düsseldorf, DE
duesseldorfpalermo@gmail.com
Haus der Kunst
Cantieri Culturali Alla Zisa
Via Paolo Gili 4
Palermo, IT